CAMINO A BIOETANOLO: Una scelta rapida e pratica per integrare il proprio riscaldamento

CAMINO A BIOETANOLO: Una scelta rapida e pratica per integrare il proprio riscaldamento

23 - Set - 2021

In questo inverno che sta per arrivare,  come resistere alla possibilità di aggiungere in casa una fonte di calore “sostenibile”, senza lavori di idraulica o muratura,  a costo relativamente basso e spesso con un risultato esteticamente piacevole ??

Vi è un uso  sempre più diffuso di stufe, caminetti  con fiamma alimentata dal “bioetanolo”, un alcool identico a quello del vino, ma ricavato dalla fermentazione dello zucchero di barbabietole o canna da zucchero, che viene venduto come un combustibile talmente pulito, da poter essere bruciato all’interno delle case, senza necessità di convogliare all’esterno i suoi fumi.
Visto che non è sempre possibile installare un caminetto o una stufa, che richiedono spazio e soprattutto la possibilità di predisporre una canna fumaria, negli ultimi anni ci sono sempre più persone interessate alle stufe bioetanolo, una soluzione elegante e moderna che offre una valida alternativa ai riscaldamenti tradizionali.

Ecco cosa  c’è da sapere per l’acquisto della stufa bioetanolo
Il processo di funzionamento della stufa a bioetanolo è semplice. La stufa contiene un serbatoio, detto bruciatore, che viene riempito con l’etanolo, uno stoppino (i più moderni sono in schiuma ceramica) e, in alcuni modelli, un ventilatore per distribuire il calore.
Una volta che il liquido prende fuoco, si crea la fiamma e vengono rilasciati i vapori derivanti dalla combustione, che possono essere immessi direttamente nella stanza.  La fiamma è regolabile e la sua intensità, così come la sua durata, variano a seconda della potenza del bruciatore.
A differenza dei  tradizionali caminetti, la stufa a bioetanolo non necessita dell’impiego di legna da ardere e, di conseguenza, dello smaltimento di cenere; altrettanto semplice è l’installazione che prevede l’applicazione a muro e il collegamento alla corrente elettrica per l’azionamento della ventola.
Quindi , una stufa a bioetanolo può essere considerata un vero e proprio caminetto dal punto di vista estetico ma, anziché funzionare con la legna, impiega il bioetanolo e per questo vengono chiamate anche biocamini o biostufe.


Riguardo i modelli di stufe bioetanolo ,esistono diverse tipologie, costruite di dimensioni, materiali, forme e potenza differenti.Possono essere installati a pavimento, a parete o anche sospesi dal soffitto; alcuni modelli che possono anche essere spostati nell’ambiente liberamente.
Sono sempre di più i camini di design disponibili sul mercato, ad esempio con pareti in vetro o integrati in altri componenti d’arredo, come tavolini da soggiorno.


Tra questi modelli, i più venduti sono:


1. CAMINO A BIOETANOLO MOD. A180 3,5KW RIVESTIMENTO IN LEGNO CM 80X29X75 COLORE BIANCO COD. 17338


2. STUFA CAMINO A BIOETANOLO A MURO MOD. A700 KW 3,5 CM 80X19X47 COD. 17336


3. STUFA CAMINO A BIOETANOLO DA APPOGGIO MOD. A301 KW 3,5 CM 46X28X30H COD. 93036


Riguardo la resa in termini di calore è buona, anche se la potenza della stufa dipende dal modello installato.
Data la sempre maggiore diffusione di questi elementi d’arredo, le imprese produttrici lavorano a modelli di potenza maggiore e oggi se ne trovano anche fino a 3.5 kW, così da poter riscaldare ambienti anche di 20-25 mq.
In base al modello cambia anche la capacità del serbatoio e quindi della durata della combustione del liquido. In conclusione, esistono stufe e camini a bioetanolo meno potenti e più piccoli, pensati principalmente per fini estetici, ed altri progettati in modo adeguato per integrare il sistema di riscaldamento tradizionale.
Pro e contro delle stufe a bioetanolo


Tra i pregi del riscaldamento a bioetanolo vi è la sua praticità: non è necessario né un sistema di impianto fisso e neppure delle canne fumarie.
Non è dunque necessario un sistema di smaltimento perché la stufa a bioetanolo non produce fumo, ma, se il liquido è di buona qualità, verranno prodotti solamente biossido di carbonio e acqua. In ogni caso, si sconsiglia un funzionamento continuo in stanze troppo piccole e senza ricambio d’aria.
Si  tratta comunque di una soluzione ecologica, in quanto il bioetanolo viene prodotto da biomasse di scarto. È necessario però tener conto di alcuni accorgimenti: la produzione di anidride carbonica, seppure minima, rende necessario areare le stanze ogni due o tre ore. Questo sistema, poi, non è particolarmente adatto a riscaldare ambienti troppo estesi, la forza di diffusione del calore non è uguale a quella di un impianto di riscaldamento completo.
Per quanto riguarda i prezzi,le stufe a bioetanolo sono oggetti accessibili, il cui costo varia in base al modello e alla potenza. In generale, comunque, si trovano stufe e camini tra i 100 e i 600 euro, mentre si sale di prezzo per modelli di design.
A questa spesa, non va aggiunto nulla per l’installazione, in quanto non sono richieste ulteriori opere. I prezzi del bioetanolo sono compresi tra i 2,50 e i 4,50 euro al litro.
Il consumo orario, invece, dipende dal modello di stufa installata. Quindi, anche se il potere calorifico dell’etanolo è maggiore, ad esempio, di quello del pellet (5100 kCal/litro contro 4500/kg), il costo per il riscaldamento è più alto a causa dei prezzi del bioetanolo maggiori.


Chi intende installare questa soluzione, deve anche  considerare che l’installazione di questi camini è detraibile. L’acquisto di questo prodotto consente di beneficiare di una detrazione fiscale del 65% per quanto riguarda la riqualificazione energetica degli edifici oppure del 50% per quanto concerne la ristrutturazione edile. Detrazioni che sono state confermate anche dalla Legge di Bilancio 2020.


Per scoprire i diversi modelli di stufe a bioetanolo, visita il nostro sito climatuo.it , nella sezione “camini a bioetanolo”.